Una
strategia di contrasto dell’esodo, del calo demografico, ovvero una strategia
che permetta di creare condizioni utili al mantenimento dei servizi e alla
qualità dell’azione amministrativa si può realizzare se continuerà a crescere e
consolidarsi l’Unione dei Comuni, alla quale abbiamo dato vita nel 2000 con
Brisighella e Riolo Terme e, dal 2012, con gli altri Comuni della Romagna
Faentina (Faenza, Castel Bolognese e Solarolo).
Un’Unione
che, per come l’abbiamo intesa e voluta, è lo strumento per gestire servizi e
funzioni amministrative in forma associata – in condizioni di maggiore
efficienza, specializzazione ed economicità, con standard di qualità e quantità
omogenei tra i diversi Comuni - nel rispetto e nel mantenimento delle
prerogative istituzionali e di responsabilità amministrativa degli organi
democraticamente eletti (Sindaco, Giunta, Consiglio comunale).
Vanno
in questo senso – nel senso del riconoscimento dell’autonomia delle singole
municipalità, nella comune responsabilità di condividere e promuovere politiche
di sviluppo e di programmazione sovracomunale - le modifiche allo Statuto dell’Unione, approvate recentemente dopo un’intensa
fase di confronto e approfondimento.
