Visualizzazione post con etichetta Sanità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sanità. Mostra tutti i post

domenica 1 marzo 2020

In Emilia-Romagna, fino all’8 marzo sospesa l’attività di nidi, scuole e Università. Riaprono i luoghi della cultura: musei, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, pur con accessi contingentati


Il Governo ha emanato il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dpcm) sulle misure per il contrasto alla diffusione del coronavirus.
Un provvedimento che viene assunto sentito il Comitato Tecnico Scientifico (Cts) nazionale, le cui indicazioni seguono l’evolversi della situazione epidemiologica. E considerate le dimensioni sovranazionali del fenomeno e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale, l’obiettivo è quello di garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea. Con l’ausilio costante della comunità scientifica: oltre all’Istituto superiore di sanità, il Cts è stato potenziato con il coinvolgimento delle Società scientifiche coinvolte per materia sul Coronavirus.

IL DECRETO È ADOTTATO SENTITE LE REGIONI.
LE MISURE PREVISTE SONO VALIDE DAL 2 ALL’8 MARZO.
Il Decreto contiene norme che valgono per i soli Comuni delle Zone rosse, altre per tutte le tre le regioni del Nord Italia maggiormente colpite dalla diffusione del virus (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna a cui si aggiungono le province di Pesaro-Urbino e Savona) e altre ancora per l’intero territorio nazionale. Alcune si applicano per la sola provincia di Piacenza - in analogia con la Lombardia - dove si concentra la grande maggioranza dei casi positivi in Emilia-Romagna, a causa della contiguità con l’area del Lodigiano, il focolaio più attivo nel Paese.
Si persegue l’obiettivo di dare un’applicazione omogenea delle misure sull’intero territorio nazionale, tenendo presente il grado di diffusione del virus nelle singole aree, con il contributo decisivo di tutta la comunità scientifica - afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini -. Misure necessarie per gestire la situazione sanitaria e poterlo fare con senso di responsabilità, lucidità e sobrietà. Perché adesso servono anche misure economiche per tutelare imprese e lavoro nei diversi comparti più colpiti ed esposti, a partire da turismo, cultura e servizi. Ne parleremo mercoledì a Roma col presidente Conte insieme alle altre Regioni e con tutte le parti sociali: non possiamo permettere che i nostri imprenditori e i nostri lavoratori paghino il prezzo di questa vicenda senza adeguati ammortizzatori. E su questo l’Europa ci deve ascoltare, perché, sia chiaro, il problema è comune e servono fondi straordinari. Su questo, il Paese sia unito e la politica non si divida”.

Mi pare - osserva l’assessore alla Salute, Raffaele Donini - che il lavoro che abbiamo fatto assieme al Governo e, soprattutto, alle Regioni Lombardia e Veneto sia stato positivo, soprattutto necessario. Un lavoro finalizzato a garantire, da un lato, la sicurezza sanitaria delle persone e, dall’altro, la possibilità per le nostre comunità di mantenere una socialità necessaria, come dimostra la riapertura, seppur parziale, dei luoghi della cultura. E lo abbiamo fatto facendo anzitutto parlare la scienza, seguendo le indicazioni che esperti e professionisti della sanità ci hanno dato, senza guardare ad altro che non fosse la tutela della salute pubblica e delle persone”.

LE MISURE VALIDE PER L’EMILIA-ROMAGNA
Rispetto alla previgente ordinanza del ministro della Salute d’intesa col presidente della Regione, il decreto contiene conferme e novità, è auto applicativo e non richiederà ulteriori provvedimenti da parte di Regione ed Enti Locali. Nel merito, si conferma la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose. In questo senso il decreto replica sostanzialmente i contenuti della precedente ordinanza Speranza-Bonaccini.

domenica 10 novembre 2019

Inaugurato il nuovo Pronto soccorso dell’Ospedale di Faenza



E’ stato inaugurato nel pomeriggio di sabato 9 novembre, alla presenza del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e del sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, il nuovo Pronto soccorso dell’Ospedale di Faenza. 
Erano inoltre presenti il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, il direttore medico del presidio ospedaliero a servizio della Romagna Faentina, Davide Tellarini, il direttore del reparto Raffaella Francesconi, il direttore del servizio Attività tecniche Enrico Sabatini.

°°°°°°°°°°°°°°

mercoledì 24 aprile 2019

Il programma di "UNITI PER CASOLA": 3.3 - I SERVIZI SOCIALI E SANITARI


Continueremo l’impegno per mantenere e sviluppare la rete dei servizi socio-sanitari e la
quantità e qualità dei servizi erogati alla popolazione.
·         Il poliambulatorio con sede nella Casa Protetta, deve sempre più configurarsi come sede distaccata della Casa della Salute della Valle del Senio, dove accedere a servizi di prenotazione e di attivazione del fascicolo sanitario elettronico (possibile anche in Farmacia), ai servizi sanitari, agli esami e alle prestazioni specialistiche, utili anche a ridurre le esigenze di mobilità della popolazione.
·         Nel Comitato di Distretto proporremo di proseguire la positiva opera di riorganizzazione del CUP per consentire l’accesso a nuovi servizi e prestazioni che evitino, anche in questo caso, di doversi spostare a Faenza o altrove.
·         Un altro tema importante di confronto con l’AUSL Romagna, è il servizio di emergenza 118. La predisposizione nell’ex campo sportivo degli Olmatelli di un’area per l’atterraggio notturno dell’elisoccorso è un grande risultato, che accresce notevolmente le condizioni di sicurezza della popolazione.
Riteniamo inoltre necessario promuovere con l’AUSL e d’intesa con gli altri Comuni, un confronto e una riflessione sulla possibile riorganizzazione della presenza delle ambulanze nella Valle del Senio, anche considerando le possibili relazioni e connessioni con i vicini territori toscani, più facilmente raggiungibili dalla Romagna.

giovedì 21 marzo 2019